Futuragra mette in scacco Zaia

Mentre al tepore dei convegni si discute sulla reale pericolosità delle mandibole della Diabrotica, Futuragra tenta il colpo di mano. Silvano Dalla Libera, vicepresidente dell’associazione pro-ogm nata nel triveneto, scrive niente po’ po’ di meno che a Berlusconi chiedendogli d’intervenire per consentire l’utilizzo di mais geneticamente modificato con il gene del Bacillus thuringensis. La sentenza 183/2010 del Consiglio di Stato dà infatti ragione al maiscoltore del profondo Est che intende coltivare mais Ogm. Senza più se, senza più ma. La sentenza imporrebbe al ministro Zaia di concludere l’iter di autorizzazione entro 90 giorni. Ciò in base al principio secondo il quale se gli ogm sono autorizzati a livello eurocomunitario non sussiste più alcuna ragione di impedirne la coltivazione anche nello Stivale. La querelle continuerà però nei tribunali a vari livelli. Ancor prima di averle dato vita, per giunta, già s’ipotizza un referendum per abolire l’autorizzazione stessa. Nei campi di mais, invece, i fitofagi ringraziano. Ovviamente in silenzio, perché parlare a bocca piena è maleducazione.

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