Quell’Armageddon che mai arriva

Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fondo per l’ambiente, ha rilasciato al Corriere della Sera un’intervista nella quale azzanna alla gola i prodotti geneticamente modificati e la Monsanto, multinazionale simbolo della genesi degli Ogm. E proprio alla Genesi, quella biblica però, la Crespi si rifà per trovare conforto alla propria filippica accorata.

Già migliaia di anni prima che gli Egizi iniziassero a costruire le piramidi, sulla Terra circolavano invasati d’ogni tipo che andavano predicando la fine del Mondo. All’inizio urlavano stando in piedi sulle rocce, poi passarono alle pubbliche piazze e in tempi più recenti si sono affacciati ai giornali, alle tv e – ultima frontiera – su internet. Il motivo di fondo delle catastrofiche profezie è sempre lo stesso: l’Umanità ha disobbedito alle leggi di Nostro Signore e quindi sarà punita da Dio. A volte Egli predilige le piogge di fuoco (Genesi 19:24-25), oppure opta per diluvi universali  (Genesi 7:17-24), ma non manca neppure di buttarla sull’epidemiologico, lanciando piaghe e pestilenze terribili come quella con cui sterminò il popolo d’Israele a causa di una disobbedienza di David circa l’effettuazione di un semplice censimento (2 Samuele 1-25). Chissà di quali peccati si devono essere macchiati i dinosauri per meritarsi addirittura un meteorite. Per fortuna, però, non sempre la realtà coincide con la fantasia e, anzi, nel caso specifico non ha mai coinciso. Indipendentemente da come la si pensi, è infatti un dato concreto che dopo migliaia di anni di gufate siamo ancora qui, in sei miliardi e mezzo di esseri umani, ad aspettare l’Armageddon ebraico o il Ragnarok vichingo. La fine del Mondo, insomma. Forse prima o poi arriverà davvero, ma quando e come non è alla nostra portata stabilirlo, mentre è lecito, dopo diecimila anni di profezie andate a vuoto, assumere un atteggiamento scettico nei confronti di chi si metta oggi a predicare analoghe sciagure. Come pure una sana ironia, e una bonaria presa in giro, va usata nei confronti di chi prenda alla lettera le così dette “Sacre Scritture”, spacciando per verità indiscusse quelle che invece le stesse Chiese ammettono essere solo metafore o allegorie. Ultima arrivata in tale esercito di profeti del disastro: Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fondo per l’ambiente. Per condannare gli Ogm e chi li produce si è rifatta addirittura alla Genesi biblica là dove recita “E Dio disse: la terra produca germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie”. E su quel “secondo la propria specie” la Crespi trova conforto per le sue invettive. La Genesi però fa parte del Pentateuco, un insieme di cinque scritture nelle quali rientra anche il Levitico, altro libro sacro e quindi foriero, per chi ci crede, di verità indiscusse. Ipotizzabile quindi che la Crespi concordi pienamente anche con il Levitico quando afferma che l’omosessualità e il consumo di crostacei sono un abominio (Lev. 18:22 e 11:10) o quando sentenzia che toccare la pelle di maiale rende impuri (Lev. 11:7 ). Non ci sono docce o bagnischiuma che tengano, gli allevatori di suini e gli insaccatori sono avvertiti: le porte dell’inferno son già per loro spalancate. Il medesimo libro del Pentateuco dice anche che è lecito possedere schiavi (Lev. 25:44) a patto che siano però acquistati in nazioni straniere, per la gioia di chi fa lavorare in nero i braccianti africani, come pure che non ci si può avvicinare all’altare se si hanno difetti di vista (Lev. 21:18) o se si è gobbi oppure nani (Lev. 21:20). Grillini, Andreotti e Brunetta come la prenderanno? Probabilmente Dio avrà pur avuto delle buone intenzioni nel porre questi veti ai minus-dotati, ma nei tempi andati quelle parole hanno di certo creato non poche difficoltà a chi fosse ritenuto “impuro” e come tale degno di qualche sassata. Anche sul libro dell’Esodo, altra scrittura del Pentateuco, sarebbe interessante un confronto con la Crespi, partendo magari dal versetto 21:7, che rende possibile vendere la propria figlia come schiava, o dal passo 35:2 che vuole la messa a morte del vicino se questi volesse lavorare al sabato. Il mio, di vicino, è un istruttore di kick-boxing, è alto due metri e pesa un quintale:  ad ammazzarlo ci pensa Lei, signora Giulia Maria? Anatema anche contro quei pensionati che vanno contro le prescrizioni di Levitico 19:19, in quanto nel loro orto coltivano diversi tipi di ortaggi anziché uno solo e, per giunta, lo fanno indossando abiti di tessuti misti, altra situazione vietata dalle Sacre Scritture. La punizione per tali reati qual’è? Forse la lapidazione? Nel caso fosse impossibile reperire abbastanza sassi,  suggerirei di aggirare la difficoltà dando loro fuoco mentre dormono, la stessa punizione simpaticamente consigliata dal Levitico al passo 20:14 per le persone che giacciano con consanguinei.

Battute? Mica tanto, la Crespi tira in ballo addirittura la Genesi per attaccare le biotecnologie.  “Ora – insiste la pasionaria– gli Ogm che cosa sono, se non la negazione di quel principio ‘secondo la propria specie’, che la Genesi attribuisce a Dio? Non so se tutti hanno chiaro che si uniscono specie diverse: specie vegetali con specie animali, insetti. È una cosa completamente diversa dai cosiddetti ibridi. Si manipola la natura, e alla lunga la natura si ribella”. Muli e Bardotti infatti, frutto d’incroci contro natura sia per la Crespi che per la Bibbia (Lev. 19:19), ogni tanto si ribellano stendendo qualcuno con un calcio ben assestato. Ma é davvero così spaventoso che un gene di un Bacillus thuringensis, utilizzato tal quale come insetticida in lotta biologica, venga inserito in una pianta di granturco? La risposta non risiede certamente nella Genesi, né tanto meno nel Levitico, nell’Esodo, in Numeri o nel Deuteronomio. E, peccato per le idee di Giulia Maria, nemmeno nel libro dell’Apocalisse. Né del resto il Pentateuco ci permette di capire come gli Ogm possano aver sterilizzato certi suoli del Sud America, come asserisce nella sua intervista la novella Giovanna D’Arco del biodinamico. La vera colpa, semmai, è insita nello sfruttamento dissennato del territorio. Ogm o non Ogm. Soddisfatta? Macché… La Crespi rilancia sui temi della contaminazione ambientale da polline, della fine della biodiversità e dell’immoralità dei brevetti delle multinazionali, ree di affamare il Terzo Mondo obbligando gli agricoltori a comprare le loro sementi. Che però quelle sementi, prima ancora che brevettate, siano da considerarsi “selezionate”, a Giulia Maria deve essere sfuggito, esattamente come non deve essere al corrente del fatto che da alcuni decenni gli agricoltori comprano annualmente sementi “fresche” invece di riseminare parte del proprio raccolto. Lo fanno perchè hanno tutta la convenienza economica a farlo. La qualità della semente selezionata è incomparabilmente superiore a quella delle produzioni riseminate un anno dopo. Specie negli ibridi come il mais. Acquistando sementi selezionate è noto a tutti, tranne che alla Crespi, che si possono produrre molti quintali in più per ettaro rispetto a quelli realizzabili riseminando parte del prodotto. Con buona pace di Giulia Maria, che cita nell’intervista agricoltori indiani rovinatisi economicamente perché indebitati per l’acquisto delle sementi. Quegli agricoltori, in realtà, sono stati gettati nella miseria dalla siccità che ha impedito i raccolti e non dalle sementi elette. Raccolti che sarebbero stati di ben lungi migliori ai convenzionali se non ci avesse pensato la mancanza di piogge a farli seccare in campo. L’intervista termina con un gran finale pirotecnico di attacchi a tutto e a tutti, compreso il ministro Luca Zaia il quale, onestamente, di marachelle su cui poter essere criticato ne ha fatte parecchie. Il Ministro può però consolarsi visto che gli strali della Crespi si scagliano anche contro Umberto Veronesi e Rita Levi Montalcini, favorevoli agli Ogm, e perfino contro la Chiesa di Roma, colpevole a suo dire di aver sostenuto che grazie agli ogm si può combattere meglio la fame nel mondo. Li perdoni signora Giulia Maria se anche in Vaticano delirano affermando che la strada per lo sviluppo sociale dei Paesi poveri passa attraverso l’incremento delle produzioni agricole: Dio sicuramente li punirà assieme a chi usa le sementi sacrileghe. Su tutto però aleggia un interrogativo di fondo: ma perché si affanna tanto signora Crespi? Tanto nel 2012 i Maya hanno predetto che finirà il Mondo e a quel punto… amen.

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