Agricoltura, due ruote e giornalismo

Un’amica e collega mi chiese che nesso ci fosse tra ciclismo e agricoltura. Domanda lecita, con un gran numero di risposte.
Innanzitutto, ciclisti e agricoltori guardano le previsioni meteo con lo stesso grado di apprensione: motivi opposti, medesima attenzione. Entrambe le categorie, infatti, vivono e operano sul territorio, all’aperto. Respirano aria di campagna, vedono gli stessi paesaggi e percorrono sovente le stesse stradine troppo  spesso trascurate dalle autorità locali. Entrambi dipendono dai capricci di stagione. Entrambi sudano, faticano (e si fanno a volte male), mettono cuore e passione in ciò che fanno, scaricando al suolo le proprie energie attraverso un sottile strato di gomma. Solo attaccare un aratro a un ciclista mi parrebbe un po’ eccessivo.
E poi, molti illustri campioni erano e sono anche agricoltori: lo era Fausto Coppi, la cui famiglia aveva una piccola fattoria sulle colline di Castellania, nell’alessandrino. Il grande Jaques Anquetil, Re normanno della cronometro, era un produttore di Champagne. Miguel Indurain ha una splendida tenuta di alcune centinaia di ettari in Spagna.
Tra gli italiani, il dualismo anni ’70-’80 tra Moser/Baronchelli era anche agricolo: produttore di mele il primo, allevatore di bestiame il secondo. Maurizio Fondriest, conterraneo più giovane di Moser, anch’egli produce mele e biciclette.
Ma non solo i grandi campioni hanno calpestato molte zolle: le province più produttive di ciclisti sono anche quelle tipicamente agricole. Trentino, Veneto, Piemonte, Romagna, Toscana, Lombardia (con prevalenza di bergamaschi e bresciani), sfornano ogni anno migliaia di giovani pedalatori. Molti di essi sono di famiglia contadina.
Anche sui guadagni, purtroppo, siamo sulla stessa lunghezza d’onda: a parte i “grandi” di entrambe le categorie, i più sputano l’anima per molti meno soldi di quanti se ne potrebbero ricavare facendo dell’altro.
Per questi motivi io, laureato in agraria e lavoratore in campo agricolo, come pure ex-agonista e ciclista appassionato, mi trovo assolutamente nei miei panni a sposare il connubio ciclo-agro-giornalistico.
ilciclogiornalista” nasce infatti per narrare all’unisono di agricoltura e paesaggio, pedalando su di una bicicletta, fors’anche con un po’ di fiatone, beccandomi acqua o sole, vento o nebbia, quello che capita insomma. Proprio come un agricoltore. Proprio Come un ciclista. Proprio come uno strano giornalista…

Annunci

No perditempo please

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: