In fuga dal fisco

in-russia-con-amoreGerard Depardieu ha ottenuto il passaporto russo. L’intento è quello di non pagare più le tasse in Francia, bensì in Russia, Paese dalle aliquote fiscali ben più amichevoli. Giusto? Sbagliato? Opinabile? Di certo, essere cittadino di un Paese non può essere concepito come uno stato declinabile solo in funzione fiscale

 

 

 

L’abbraccio fra Putin e Depardieu suggella l’affare: l’attore, milionario francese, ha ottenuto il passaporto russo e grazie a questo spera che le sue tasse finiscano d’ora in poi nei caveau del Cremlino anziché all’Eliseo.
A parte la scena imbarazzante dell’abbraccio, vista la differenza di mole e conoscendo il passato e il presente di Putin, la scelta fiscale di Depardieu ha suscitato pareri molto discordanti fra loro.
In un sondaggio web su “Presseurope” il 36% dei votanti sostiene come giusta la scelta di portare all’estero i propri soldi per sfuggire al fisco. Il 56% invece stigmatizza questa scelta, mentre l’8% non si pronuncia.
È bene però precisare che Depardieu, il quale ha finora pagato in patria 185 milioni di euro di tasse, ha preso questa decisione solo dopo che il Presidente francese  Hollande ha lanciato l’idea di tassare al 75% i redditi superiori al milione di euro. Praticamente una rapina a mano armata, più che una tassazione. Una proposta che peraltro non ha incontrato i favori della Corte costituzionale francese, la quale oltre a bocciare la legge perché viziata da “illegalità”, ha anche criticato le modalità di calcolo della patrimoniale. Nella fattispecie, alla Corte non è piaciuto il passaggio che riguardava l’integrazione dei redditi capitalizzati si, ma che il contribuente non ha ancora realizzato.
Luce verde invece per la quota al 45% dell’imposta sul reddito, percentuale ritenuta conforme alla Costituzione.
Un duro colpo per Francois Hollande, il quale aveva basato molta della sua campagna elettorale sull’aliquota al 75% per gli alti redditi. Per questo il Presidente francese ha già dichiarato la riscrittura del testo in modo conforme alle osservazioni della Corte costituzionale e la risottomissione della legge al Parlamento.
Nel frattempo Gerard Depardieu ha dichiarato l’intenzione di restituire addirittura il passaporto, indignato per le posizioni assunte contro di lui in Francia. In una sua lettera ai media transalpini l’attore ribadisce infatti che non chiede di essere approvato, ma almeno rispettato. Forse perché nessun francese che ha lasciato la Francia è stato insultato come lui.
Oltre alla lettera ai Francesi, Depardieu però si cimenta anche con un’altra missiva, questa volta all’indirizzo dei Russi. Intende con essa esprimere la propria felicità per la concessione di un passaporto da parte di Mosca, promettendo perfino che studierà il russo. Quasi fosse Berlusconi, che ricorda a ogni piè sospinto di essere stato in passato un qualcosa di diverso (contadino, chansonnier etc.), anche Depardieu ricorda ai Russi la fede comunista di suo padre, forse dimenticandosi che l’URSS è caduta nel 1989 e il comunismo ufficialmente non è più cosa gradita nel Paese del Grande Orso. Altrimenti, Putin non potrebbe coltivare così assiduamente l’amicizia con il su citato Berlusconi, anticomunista per antonomasia.
Ironia a parte, Depardieu prosegue nella lettera ringraziando “calorosamente” Vladimir Putin e  dichiarando di amare molto, ricambiato, proprio il Presidente Russo.
Poi però il francesone si lascia un po’ prendere la mano e dichiara pure che la Russia è una grande democrazia, dimentico forse delle feroci repressioni e degli arresti subiti dai dissidenti del Cremlino. Al contrario, Depardieu enfatizza come in Russia non ci siano “meschinerie“, ma solo “grandi sentimenti“.
Come già accaduto in passato su un volo aereo, dove un Depardieu ubriaco aveva urinato in una bottiglietta perché gli era stato proibito in fase di decollo di accedere al bagno, forse Gerard doveva aver esagerato con i brindisi a base di wodka. La figuraccia però non ha tardato a diffondersi sul web.
L’accorto Frilley, amico e manager di Depardieu, ha quindi cercato di riparare all’immagine poco da “grandeur” che l’attore ha dato di sé con le sue esternazioni. “Sapete – avrebbe commentato frilley –  lui resta Francese nel cuore dei Francesi. Si è solo fatto un po’ il portavoce di molti che non dicono niente“.

Tradotto: occhio Gerard con i tuoi ardori per uno come Putin e un Paese come la Russia, perché potrebbero essere interpretati come uno sputo in un occhio da parte dei tuoi ex-concittadini, come pure coprirti di ridicolo agli occhi di ogni Europeo che abbia un minimo di cultura e senso della dignità. Quindi i tuoi film in Francia, e magari anche in altri Paesi del Vecchio Continente, potrebbero essere proiettati davanti a platee deserte.
E allora altro che un -75% che subirebbero i tuoi redditi…

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