Latte: quante idiozie in rete…

LatteLatte? Se vi piace e lo tollerate bevetelo pure con serenità, perché quanto di male è stato detto su questo alimento nel migliore dei casi è un’esagerazione, nel peggiore è una bufala vera e propria. Ovviamente, come ogni altro alimento anche il latte ha pregi e difetti, valori e limiti. Ma per favore, basta credere a ogni stupidaggine priva di fondamento…

L’esercito anti-zootecnia risulta schierato su più fronti, tutti uniti però da un unico denominatore comune: la disinformazione. Se da un lato ci sono i pasdaran che premono per il bando delle carni, dall’altro vi sono i pasionari della messa all’indice di latte e derivati. Le accuse sono sempre le medesime, ovvero l’ambiente, l’etica, la salute e perfino l’antropologia.

Vi sono diversi articoli che fanno da contro altare alle loro argomentazioni e quindi lancio un invito a leggerli, ora o in un secondo momento: sono una stringata selezione fra le molteplici fonti citabili, soprattutto pensando ai ponderosi libri di testo universitari di fisiologia, anatomia, antropologia, etologia, morfologia, biochimica e citologia. Per questi ci vorrebbe però qualche anno di tempo per leggerseli tutti e, soprattutto, per capirne i contenuti e farli propri. In attesa che questo tempo arrivi, i link elencati alla fine del pezzo potranno forse risultare utili comunque. Almeno si spera…

In questo, di articolo, si focalizzerà quindi solo su un punto, ovvero la fandonia per la quale l’Uomo sarebbe l’unico “animale” a cibarsi di latte di altre specie e per giunta lo farebbe in età adulta. Come se ciò fosse di per sé scandaloso e inconcepibile. Nei tempi in cui la gente viveva nel pieno del Boom economico post-bellico il latte era addirittura visto come status simbol, essendo ritenuto un alimento prezioso. Perfino la mano di Fellini diresse un cortometraggio in cui il latte era presentato come alimento principe, per i bambini ma non solo. La fame, si sa, evita spesso che nascano paturnie. E di fame all’epoca dello spot felliniano ce n’era parecchia. È semmai il benessere (e la noia ad esso collegata) a scatenare il virus della menzogna antiscientifica. Della bufala, per dirla in parole più moderne.

Una fra le baggianate più demenziali è quella che vorrebbe l’Uomo moderno come un Essere ormai “deviato” da stili di vita innaturali ove, orrore e raccapriccio, Egli si nutrirebbe anche da adulto di latte. E pure di altre specie, si aggiunge. Fa già sorridere a questo punto l’idea di andare al supermercato a cercare latte umano per fare colazione. Tali campagne anti-latte vengono propalate preferenzialmente su web, ovviamente. È soprattutto in rete, infatti, che è dilagata l’illusione che “uno valga uno” e quindi anche l’ultimo degli ignoranti pensa che le proprie opinioni in materia di scienza valgano quanto quelle di un docente universitario. Fra le molte bizzarrie che circolano su internet si è quindi deciso di citarne una che risultasse emblematica di quanto detto sopra, ovvero l’immagine sotto riportata. In essa si vede un uomo adulto travestito da poppante che sovrasta due affermazioni che già di per sé sono tutto un programma.

 

campagna-contro-latte

Prima però di spiegare perché queste frasi sono del tutto farlocche, ho ritenuto utile caricare nell’articolo alcune prove fotografiche di quanto l’Uomo sia tutt’altro che l’unico “animale” a gradire il latte, anche da adulto, perfino quando esso provenga dalle mammelle di altre specie.

 

L’Uomo è l’unico “animale” a bere latte di altre specie? Non su questo Pianeta

picture-of-cat-drinking-milk-from-a-cow

 L’esordio spetta a una fotografia molto famosa, non certo unica nel suo genere, in cui dei gatti adulti sembrano in fila per bersi il latte tiepido direttamente dalle mammelle della bovina

 cane-beve-latte-vacca

Per par condicio, anche i cani sembrano gradire il latte bovino, anch’essi da adulti…

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... e ciò succede in Occidente come in Oriente…

 

gatto-beve-latte-cagna

Nulla di strano quindi che un gatto possa attingere latte perfino da una cagna, sfatando in tal modo due miti in una volta sola…

cerbiatto-cane-latte

La generosità dei cani, del resto, è risaputa da tempo

Milk-ratti

E dopo aver parlato di cani e di gatti, potevano forse mancare dei ratti? Anche i roditori a quanto pare non disprezzano nutrirsi di latte. E sembrano tutto tranne che cuccioli

pecore-vacca-latte

Anche fra erbivori pare esservi una certa solidarietà interspecifica…

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… e la benevolenza bovina pare essere riservata anche ai cuccioli d’Uomo

maiale-beve-latte-umano

A onor del vero, pare che questa benevolenza non sia esclusiva degli animali, vista la disponibilità di questa donna ad allattare un maiale

erbivoro-beve-latte-umano

In questo caso, il latte di un onnivoro finisce addirittura nella bocca di un erbivoro

Quando perciò vedrete circolare messaggi fuorvianti e demenziali sul rapporto Uomo-latte, magari ricordatevi di questa piccola fotogallery. Perché per capire che la prima immagine caricata è priva di senso non serve essere professori di fisiologia o dei nutrizionisti: basta fare una navigata su Google…

 

Bere latte in età adulta è normale

 

Contrariamente a quanto sostengono alcuni suoi detrattori, il latte è un alimento ricco. Non a caso viene utilizzato dai mammiferi per sfamare i propri piccoli e accelerarne lo sviluppo rafforzando al contempo le loro difese immunitarie. Poi però fra i 5 e i 10 anni una gran parte delle persone tende a perdere la capacità di digerirlo. Alcune di esse possono stare proprio male se lo bevono. Una percentuale variabile della popolazione umana può invece continuare tranquillamente a goderselo, se gli va, ovviamente. Prima lezione quindi da imparare: non siamo tutti uguali e ogni generalizzazione risulta pertanto insensata. Ma perché si osserva tale disparità?

Come riassunto egregiamente da Dario Bressanini nel suo libro “Le bugie nel carrello”, edito da Chiarelettere, la capacità di produrre l’enzima lattasi, e quindi di digerire il lattosio, è conferita dall’attività di un singolo gene posto sul nostro secondo cromosoma. In alcuni di noi esso si spegne con l’età, fino a non funzionare più. Quindi, se il vostro gene per la lattasi si è addormentato, niente latte per voi. È meglio. Ma questo fenomeno si presenta in modo alquanto difforme sul Globo. Nei Paesi nordici come quelli scandinavi, per esempio, vi è una percentuale di adulti capaci di produrre lattasi compresa fra l’89 e il 96%. Non solo la latitudine influisce, però, dato che in Africa si può osservare come il 92% dell’etnia Tutsi produca lattasi, mentre solo il 2% del popolo Bashi può fare altrettanto. I primi possono quindi bere allegramente tutto il latte che vogliono, i secondi no.

Digerire latte è perciò un fatto in buona parte genetico-evolutivo. La mutazione che impedì al gene in questione di spegnersi con l’età, del resto, è solo di poche migliaia di anni fa. Chi porta il gene mutato possiede quindi la capacità di digerire latte a vita. E bene anche. Chi invece possiede il gene non mutato, pace? Forse, ma anche no: alcuni studi avrebbero dimostrato che pure la flora intestinale può selezionarsi in modo da permettere all’organismo di digerire lattosio anche in assenza di lattasi endogene. In altre parole, a digerire per noi ci pensano a volte dei batteri. Questo consente a molte persone di bere latte in età adulta anche se il loro gene specifico per la lattasi non funziona più. Non sapranno quindi mai se il loro gene funzioni o meno. Meraviglie della genetica e delle lezioni di Charles Darwin in materia di evoluzione.

Ecco perché bere latte da adulti non è affatto strano, né tantomeno innaturale. A meno di considerare innaturali i batteri e i nostri stessi geni, oppure di considerare innaturali le mutazioni spontanee su cui si è poggiato il cammino che dagli ominidi ha condotto all’Uomo moderno.

Che poi l’Uomo abbia fatto del latte un alimento di tipo “industriale”, mentre gli altri animali no, beh, ciò non deriva certo dalla tanto vagheggiata corruzione morale e intellettuale cui l’Umanità sarebbe andata incontro in tempi recenti. La capacità dell’Uomo di ottenere dagli animali il latte di cui nutrirsi dipende solo dalla sua intelligenza, la quale gli ha permesso di ingegnarsi fino a sfruttare ogni tipo di risorsa presente sul Pianeta. A volte magari esagerando pure, con lo sfruttamento. Ma questo è un altro discorso.

Se quindi non ritenete normale che un uomo adulto beva latte, non dovreste trovare naturale nemmeno che coltivi gli alberi da frutto anziché viverci sopra come facevano i suoi antenati ominidi. Nemmeno dovrebbe apparire naturale quel bel paio di jeans che gli coprono le natiche, o quel cappello di lana o di pile che lo protegge dal freddo d’inverno. Anche i condizionatori per l’aria non sembrano essere particolarmente diffusi nel Regno animale al di fuori dell’Homo sapiens, come pure le automobili, le canne da pesca, i treni, gli ascensori, la pizza e la ratatouille di verdure. Già, perché anche la cottura dei cibi è una prerogativa tutta umana, dal momento che solo l’Uomo ha capito come soggiogare il fuoco per rendersi la vita più facile e comoda.

Accettate quindi il fatto di essere Uomini, con tutti i pro e i contro che ciò comporta. Poi fate pure le vostre scelte alimentari. Ma che la si pianti di raccontare baggianate prive di alcun senso storico, fisiologico, nutrizionale e perfino antropologico. Come già detto e ripetuto allo sfinimento, ognuno è infatti libero di scegliere come alimentarsi: motivi di gusto, di salute, ma anche etico-soggettivi. Ma per favore, se il latte vi sta antipatico non andate a raccontare stupidaggini su questo alimento, perché possedere il gene per la menzogna è molto peggio che possedere quello per la lattasi…

Disclaimer: nessun commento è ammesso. La spiegazione qui

Bibliografia:

 

Per chi crede a “The China Study” https://giornalismocomunicazione.wordpress.com/2014/07/17/per-chi-crede-a-the-china-study/ (leggasi soprattutto il paragrafo sulle caseine)

Un’insalata salverà il Mondo? Spiacente: no. https://giornalismocomunicazione.wordpress.com/2014/06/29/uninsalata-salvera-il-mondo-spiacente-no/ (Se la zootecnia è il male dei mali anche per l’Effetto Serra, perché non vi è correlazione su base nazionale fra emissioni pro-capite di CO2 e capi di allevamento allevati pro-capite?)

Favole fra i tulipani https://giornalismocomunicazione.wordpress.com/2014/06/29/favole-fra-i-tulipani/ (Perché le speculazioni retoriche su cibo e acqua per tutti, se diventassimo vegani, sono da considerare solo sterili “conti della serva”)

Latte e autismo: ultima frontiera http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2014/06/16/latte-e-autismo-ultima-frontiera-per-ora/38587 (Siamo certi che al cervello non sia la carenza di latte a fare male?)

Il latte http://www.dietcuriosity.it/latte/ (sintesi egregia sull’argomento latte)

Puntata di “Patti Chiari” (televisione svizzera) su intolleranze, naturopati etc.

http://www5.rsi.ch/pattichiari/node/4855

 

Libri consigliati:

 

Dario Bressanini: “Le bugie nel carrello”. Ed. Chiarelettere. A pagina 142 sono riportati anche diversi riferimenti bibliografici a sostegno di quanto sopra esposto.

Testo consigliato di fisiologia umana: http://www.libreriauniversitaria.it/fisiologia-umana-approccio-integrato-silverthorn/libro/9788871925905

Testo consigliato anatomia umana: http://www.libreriauniversitaria.it/anatomia-umana-martini-frederic-edises/libro/9788879597302

Testo consigliato di fisiologia degli animali: http://www.scienzemedicheveterinarie.unibo.it/it/avvisi/fisiologia-degli-animali-domestici

Testo consigliato per biochimica degli alimenti e della nutrizione: http://www.piccin.it/libri/9788829918256/biochimica-degli-alimenti-e-della-nutrizione.html?extra=scheda

Testo consigliato per antropologia: http://www.libreriauniversitaria.it/storia-antropologia-fabietti-ugo-zanichelli/libro/9788808162007

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