L’imbecille benaltrista

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La dialettica su web e sui media in genere è sempre più intrisa dal famigerato “benaltrismo”, ovvero quel pessimo vizio di spostare immediatamente la discussione su altri punti quando quello trattato sia scomodo per uno o più ascoltatori. Confondere le acque e svicolare dai problemi è del resto sempre stato il miglior modo per impedire qualsiasi ragionamento atto a individuare soluzioni

Beccano dopato il suo ciclista preferito? L’”imbecille benaltrista” risponderà di getto:

Tanto si dopano tutti e poi perché non vanno a guardare negli altri sport?

Concedono un rigore inesistente alla sua squadra del cuore?

Si, perché allora quella volta che a voi non hanno fischiato il fuorigioco?

Il leader del suo movimento politico dice castronerie o viene beccato con le mani nella marmellata?

E allora voi continuate pure a votare quei ladri del tal partito… E il Monte dei Paschi di Siena?

Pubblichi un chiarimento sui falsi miti creati dal fascismo su Mussolini?

E le Foibe? Perché non parlate dei massacri di Stalin?

E giù accuse di essere un comunista di merda, perché per questi analfabeti funzionali l’essere antifascista deve per forza coincidere con l’essere comunista. Oltre a questo bivio i loro cervelli pare proprio non riescano ad andare.

Insomma, iniziare e finire un discorso senza mai uscire dal seminato pare ormai impresa impossibile. Entro pochi secondi da quando avrai toccato un nervo scoperto arriverà la manovra avversaria d’interdizione, basata sulla disseminazione di falsi bersagli come fanno i sommergibili inseguiti da un siluro.

I politici, poi, sono cinture nere in tale disonesta disciplina, alla quale aggiungono pure quel tocco di arroganza e prepotenza che spesso contraddistingue i talk show televisivi. Buttarla in caciara, del resto, è l’unica via di fuga quando la discussione prenda una brutta piega per le proprie posizioni, siano esse politiche, religiose, economiche, ideologiche o sportive.

Sugli “imbecilli benaltristi” si potrebbero quindi scrivere infiniti articoli, tutti uguali nella sostanza, declinandoli semplicemente per aree tematiche differenti. Ne basti quindi uno su tutti: l’immigrazione.

I fenomeni migratori hanno origini lontane e non si possono fermare con le mani o con le armi. Ciò non di meno, appare demenziale minimizzare i disagi che gli immigrati creano all'Italia

I fenomeni migratori hanno origini lontane e non si possono fermare con le mani o con le armi. Ciò non di meno, appare demenziale minimizzare i disagi che gli immigrati creano all’Italia

Se si ascoltano politici come Matteo Salvini della Lega Nord, per esempio, pare che l’unico problema dell’Italia siano Rom e immigrati. Non passa infatti giorno che non arrivi un tweet di denuncia di questa o quella malefatta, vera o soltanto presunta, “… mentre i nostri poveri pensionati…”. E oltre al Salvinone padano di politici che cavalcano l’onda dei disagi creati dai flussi migratori ce ne sono tanti. Del resto, il popolo è molto sensibile a questi temi, quindi il gioco diventa terribilmente facile.

Peccato che le mafie e la corruttela diffusa creino all’Italia un danno di gran lunga maggiore dei crimini extracomunitari. Su tale conto non ci piove, in effetti. Ma questa constatazione perfin banale può essere purtroppo adoperata in modo complementare al tema della criminalità diffusa, oppure strumentalizzata a mo’ di diversivo dall’ennesimo “imbecille benaltrista”.

Di solito appartenente a un’intellettualità tendente al rosso/verde, l’”imbecille benaltrista”, questa volta in salsa anti-xenofoba, sente come missione personale lo smontare ogni notizia di cronaca che veda al centro gli immigrati. E lo farà utilizzando ovviamente la tecnica del disturbo dialettico sopra esposto. Quindi, accuserà presto di xenofobia chi semplicemente riporti o condivida su Facebook una notizia di Nera, oppure un commento caustico su specifici fatti che vedono purtroppo protagonisti alcuni immigrati. Alcuni: non così molti quanto vorrebbero far credere al popolino i demagoghi dell’allarmismo migratorio, ma neanche così pochi come si vorrebbe dare ad intendere da parte del fronte avverso. In altre parole il problema c’è e gonfiarlo o minimizzarlo non serve a risolverlo.

Sapere che un politico ruba o trovarsi davanti a una pistola impugnata da un delinquente violento e privo di scrupoli? Per la società è peggio il primo, per il singolo cittadino è molto peggio il secondo...

Sapere che un politico ruba o trovarsi davanti a una pistola impugnata da un delinquente violento e privo di scrupoli? Per la società è peggio il primo, per il singolo cittadino è molto peggio il secondo…

Ed ecco quindi che la conversazione assume tratti che rasentano il surreale, con sordi che parlano fra loro senza provare nemmeno a capirsi. Un Indiano e un Pakistano confessano l’omicidio di due esercenti a Brescia? E certo: ci sono anche delinquenti italiani, l’abbiamo capito. Quindi cosa dovremmo fare? Non parlare di omicidio quando i killer siano stranieri? Dato che abbiamo già delinquenti italiani, autorizziamo a delinquere quelli immigrati?

Se cito la nazionalità di un eroe che ha salvato in mare un bagnante, perché non devo citarla quando un altro straniero, magari irregolare, stupra una ragazzina minorenne? Lo sporco sta infatti e soprattutto negli occhi di chi guarda o di chi legge. Il vizio dei due pesi e delle due misure è invece sempre molto vivo e tutte le notizie che non piacciono devono essere perciò denigrate se non nei contenuti per lo meno nei modi con cui sono state poste.

In più, l’”imbecille benaltrista”, speculare in tutto e per tutto agli xenofobi per approccio mentale e difensore a spada tratta degli immigrati qualsiasi cosa facciano, finge di dimenticare un aspetto psicologico fondamentale: se so che un’azienda mafiosa ha dato una tangente a un mio assessore per triplicare i costi di un lavoro pubblico, mi arrabbio, perché capisco di essere stato derubato, magari di migliaia di euro. Ma se un ladro scoperto in casa punta un coltello alla gola di mia figlia, mi minaccia, promettendo pure di farle cose turpi, mi mena, perché tanto non oso nemmeno reagire, e poi mi ruba anche solo 50 euro, per me la cosa è molto peggiore. Per me e per la mia famiglia. Perché il danno umano e psicologico subito dalle vittime di una rapina, di un furto o di una violenza, fisica o peggio sessuale, vale molto di più dei soldi arraffati in modo truffaldino dai soliti gaglioffi che hanno eletto la corruzione mafiosa ad arte. E se quel ladro era magari magrebino mi chiedo anche perché diavolo non sia stato lasciato in mezzo al Mediterraneo invece di trarlo in salvo e dargli così l’opportunità di farmi del male. Ovviamente, chi salva i migranti non può sapere al momento chi fra loro delinquerà e chi no. Quindi o li salvi tutti o non ne salvi alcuno. E questa seconda ipotesi è ovviamente da escludere per ineludibili ragioni umanitarie. Ma alla vittima del furto, della rapina, della violenza o dello stupro questa considerazione credo appaia di ben scarso valore e non volerne comprendere le ragioni non solo è sbagliato, ma è anche ingiusto. Come pure è ingiusto dare con sdegno dei razzisti alle vittime di crimini operati da immigrati. Atteggiamento che ricorda molto il noto detto del fare i finocchi col culo degli altri…

Di tali risvolti non deve aver tenuto conto la politica italiana retta da Prodi, per esempio, quando ai Veneti terrorizzati dalle rapine in villa, operate da bande di Albanesi, rispose che non si può anteporre la sicurezza alla solidarietà. Motivo per il quale alle successive elezioni politiche la Sinistra finì a gambe all’aria perfino nel comprensorio operaio di Vicenza, vedendo scomparire Rifondazione Comunista dal Parlamento. Al contrario, s’impennò la Lega, la quale su quelle rapine aveva basato la sua campagna elettorale.

Ora, per quanto si capisca che in fondo a una certa Sinistra pare non dispiaccia più di tanto se un ricco borghese venga rapinato in modo feroce, obbligandolo magari a giocare alla roulette russa dai suoi aguzzini davanti agli occhi terrorizzati di moglie e figli, più fatica richiede la comprensione del perché tale disinteresse debba essere quasi ostentato. E infatti poi alle elezioni tali dubbi vengono dipanati dal voto popolare, quello che punisce chi fa voli pindarici e premia chi va dritto alla sua pancia.

Cavalcare e fomentare paure xenofobe a fini elettorali è mossa bieca e deprecabile. Giocare a fare gli aperti intellettuali a spese del popolo, pure.

Cavalcare e fomentare paure xenofobe a fini elettorali è mossa bieca e deprecabile. Giocare a fare gli aperti intellettuali a spese del popolo, pure.

Non che ciò sia cosa giusta, intendiamoci. Ma la democrazia è questa: vince chi convince. E se al Salvini di turno che cavalca l’odio per lo straniero sai solo contrappore del trito benaltrismo imbecille, non lamentarti poi se i tuoi governi sono sempre traballanti e di breve durata.

Salomonicamente, invece, io ho deciso di stare sui maroni ai fascisti così come ai comunisti. Ai razzisti così come agli antirazzisti. Mando perciò a stendere sia i demagoghi cavalieri della xenofobia, sia gli intellettuali della più bell’acqua, cioè quelli che oltre agli struggenti discorsi sugli emigranti italiani del secolo scorso non sanno proprio andare. Anche perché, vorrei ricordare loro che fra quegli emigranti c’era si gente coraggiosa e onesta, gente che ha contribuito a far crescere l’America, ma c’erano anche “personaggetti” come Al Capone o Lucky Luciano e per molti decenni furono per lo più gli immigrati italiani e i loro figli e nipoti a gestire droga, prostituzione, racket delle estorsioni e malaffare legato alla politica.

I nostri emigranti furono accolti in Usa in modo duro e severo. Noi li ricambiammo con gangster, mafia, racket e delinquenza. Neanche questo va dimenticato...

I nostri emigranti furono accolti in Usa in modo duro e severo. Noi li ricambiammo con gangster, mafia, racket e delinquenza. Neanche questo va dimenticato…

Oppure in tal caso si deve provare a sviare il discorso sulle nefandezze dei nostri emigranti, dicendo che nel secolo scorso a fare i delinquenti c’erano anche gli Irlandesi e oggi ci sono Cubani, Messicani e Portoricani? Perché l’”imbecille benaltrista” non perde un colpo. Mai…

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