L’avanzata dei paranoici

Se i numeri descrivono la realtà in modo diverso da quello che vorrebbero loro, gli estremisti del fronte ecologista non esitano a insultare e minacciare scienziati e ricercatori che con il loro lavoro analizzano, misurano e verificano i fatti. Una deriva preoccupante cui la società civile sarebbe bene mettesse argine, isolando e sanzionando i violenti e i prepotenti

Quando gli ideali diventano violenti, meritano di essere combattuti prima che si trasformino in dittature

Quando gli ideali diventano violenti, meritano di essere combattuti prima che si trasformino in dittature

 

Si chiama Jay T. Cullen ed è professore presso la School of Earth and Ocean Sciences dell’Università di Victoria, in Canada. Per valutare eventuali esposizioni delle coste canadesi alle radiazioni originatesi dall’incidente alla centrale di Fukushima, accaduto nel marzo 2011, ha dato vita al progetto InFORM, acronimo di Integrated Fukushima Ocean Radionuclide Monitoring project.

L’allarmismo propagato dalle solite frange estremistiche stava infatti mietendo vittime in Canada e Cullen sperava che raccogliendo dati in mare si sarebbe potuto tranquillizzare l’opinione pubblica.
I numeri gli hanno dato ragione, ovvero la contaminazione del mare da parte della centrale giapponese si è così diluita nel tempo e nello spazio che davanti alle coste canadesi è di fatto impossibile distinguerla dalla normale radiazione di fondo già prevista dalla Natura.

In altre parole, di pericoli per i Canadesi non ce n’è.

Peccato che la paranoia sia una “Psicosi caratterizzata dallo svilupparsi graduale di forme di delirio cronico, ma lucido e coerente, non allucinatorio“. E di tale psicosi pare siano vittima alcuni tra i più oltranzisti sostenitori del disastro nucleare globale. Quelli per i quali, cioè, tutto il Mondo sarebbe esposto a un pericolo immane per quanto successo quasi cinque anni fa nella cittadina nipponica. E chi li contraddice, anche se con dei numeri, rischia grosso.

Del resto, vi furono allora pure dei gaglioffi che pubblicarono le mappe della diffusione delle onde sismiche del terremoto spacciandole per la diffusione in mare delle radiazioni. Oppure pubblicarono immagini di una raffineria di petrolio in fiamme, incidente accaduto anni prima, solo perché era molto più impattante della centrale nucleare allagata dal mare.

Non mancarono i mentecatti che affermavano che tutti gli abitanti dell’emisfero boreale, quello Nord, avrebbero dovuto evacuare le proprie terre se solo una delle cisterne di acqua radioattiva di Fukushima si fosse sversata in mare.
Per chi ama YouTube – e di imbecilli che su questo canale ci passano ore a nutrirsi di ogni tipo di bufala ce n’è anche troppi – vi si può perfino trovare un filmato di un tizio che poco tempo dopo l’incidente passeggia su una spiaggia in California con un rilevatore geiger mostrando che vi sono radiazioni ovunque. Peccato che la distanza fra Giappone e California sia tale che nessuna radiazione potesse arrivare in poche settimane fino a lì. In realtà, quella dove passeggiava il bel tomo era solo un’area già nota alle autorità per le sue radiazioni più elevate del normale. Basta infatti che nel sottosuolo ci sia solo una vena di minerali radioattivi e il gioco è fatto. Tant’è, la cosa è stata subito sfruttata dai soliti allarmisti di professione (o per hobby) per scatenare il panico fra gli Americani.

Insomma, ogni tipo di evento negativo avvenuto a migliaia di chilometri di distanza è stato attribuito a Fukushima, comprese le morie di stelle marine che periodicamente colpiscono le coste del Nord America, radiazioni o meno.

Jay T. Cullen è quindi finito subito nel mirino di tali paranoici, ricevendo non solo insulti e accuse di essere un venduto, ma addirittura minacce per la sua incolumità.

Di tutto ciò che è stato riportato nell’articolo sopra linkato, basti la traduzione di un solo paragrafo:

<<Non è stato solo chiamato “imbonitore dell’industria nucleare” e uno “scienziato farsa”, ma gli è stato detto che lui e altri ricercatori che stavano segnalando come le radiazioni di Fukushima non fossero una minaccia meritavano di essere giustiziati>>.

Giustiziati. Un termine agghiacciante per un individuo normodotato dal punto di vista psichico, ma terribilmente normale e perfin nobile per delle menti malate, intrise di ideologie pericolose.

Giustiziati. Perché per gli jihadisti dell’ecologia se i numeri dicono che non c’è pericolo quando l’ambientalismo paranoico dice che c’è, meriti di essere ammazzato senza troppe discussioni.

Dico da tempo che le nuove frontiere del neo-nazismo ambientalista si stanno spostando in avanti. E mi sento dire che esagero. Magari ne riparliamo fra vent’anni, sperando che nel frattempo il Professor Cullen sia ancora vivo, vegeto e incolume.

Perché se è vero che le radiazioni di Fukushima non sono arrivate in Canada, è altrettanto vero che il tarlo della follia è arrivato nella profondità di troppe teste. E la follia estremista è molto più letale delle radiazioni.

 

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