Come ti distruggo i mangimi Ogm. Ma anche no

Forse falsificate le prove atte a dimostrare la pericolosità dei mangimi contenenti Ogm. La Federico II di Napoli al centro di un caso spinoso sollevato dalla Senatrice Elena Cattaneo

 

Gli ogm sono alla base della zootecnia moderna. E non fanno male...

Gli ogm sono alla base della zootecnia moderna. E per quanto ci provino a dimostrare il contrario, non fanno male…

Si chiama Federico Infascelli ed è docente ordinario di nutrizione e alimentazione animale presso il dipartimento di Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli. In pochi lo conoscevano fino a oggi al di fuori del suo settore di docenza. Fino a oggi, appunto. Perché ora è balzato agli onori, o ai disonori, della cronaca a seguito di un’accusa molto grave, quella di aver taroccato i risultati e perfino le immagini non solo dell’ultima sua ricerca, ma anche di altre pubblicate in passato (leggi l’articolo).
Se così fosse sarebbe davvero un fatto gravissimo, sotto ogni punto di vista: umano, professionale, sociale, mediatico e fors’anche giudiziario.

Il condizionale, ovviamente, è e resterà d’obbligo fino a che tutte le inchieste in tal senso non saranno debitamente concluse. Fino ad allora, come si suol dire, vige la presunzione d’innocenza, per quanta fatica si possa fare ad assicurarla all’inquisito. Un’eventualità, questa, che nel caso in oggetto preme fortemente nel petto.

A dare la stura allo scandalo, infatti, non è il primo che passa per strada, bensì la Senatrice Elena Cattaneo, ricercatrice prestata alla politica da quando è stata nominata a vita dall’ex-presidente Giorgio napolitano. Inoltre, le pesanti accuse a Infascelli pare al momento siano state confermate anche dalla commissione d’indagine appositamente nominata da Gaetano Manfredi, Rettore dell’ateneo napoletano.

La ricerca “incriminata”, per come l’avrebbe individuata la Senatrice e soppesata il Rettore, verterebbe sulla pericolosità per gli animali da allevamento dei mangimi contenenti ogm. Un filone di ricerca che ogni tanto si affianca a quello delle “dimostrazioni” di pericolosità degli ogm anche su salute umana e ambiente. Ricerche sulle quali, a questo punto, non sarebbe forse male indagare più a fondo circa i dati originali e le modalità di esecuzione scelte dai ricercatori sedicenti “indipendenti” che da anni lavorano alacremente, spesso a senso unico, per dimostrare ciò che ancora rimane indimostrato. E cioè che gli ogm siano davvero i mostri che l’ambientalismo più aggressivo ha sempre descritto, terrorizzando l’opinione pubblica.

In ogni caso, false o vere che siano le sue ricerche, è bene chiarire che l’opera di Infascelli e del suo staff si infrangerebbe comunque contro il ciclopico lavoro chiamato “100 billions study“, ovvero l’insieme di ricerche che avrebbe dimostrato come nell’arco di 18 anni, e analizzando cento miliardi di animali d’allevamento, non vi sarebbe alcuna differenza nella salute e nella produttività, sia che essi vengano alimentati con ogm oppure no. In altre parole, asserire che gli ogm non fanno male agli animali d’allevamento non è più da un pezzo un’opinione: è ormai un fatto consolidato. Anzi, sono 100 miliardi di fatti consolidati.

Ed è forse proprio per tali motivi che quando i laboratori non danno le risposte che si desiderano, si può sempre cedere alla tentazione di far dire loro ciò che più vorremmo, in barba alla trasparenza e all’onestà scientifica e intellettuale. Una tentazione cui, a quanto pare, potrebbe aver ceduto il pool di ricercatori partenopei.

Ora l’inchiesta proseguirà sul piano scientifico prima e, si spera, anche amministrativo e giudiziario poi, nel caso quella scientifica dovesse calare la mannaia sul Professore e sui suoi lavori. E pare non sia in ambascia solo Infascelli col suo team, ma anche il direttore di dipartimento, Luigi Zicarelli, il quale sarebbe stato contattato per primo da Elena Cattaneo, ma pare abbia ignorato la segnalazione.
Intanto, la ricerca “bollente” sarebbe stata ritirata dalla rivista che l’aveva pubblicata, ovvero “Animal”. E forse potrebbero subire lo stesso destino diverse delle ricerche prodotte negli anni dal gruppo partenopeo.

Probabilmente la notizia non sarà piaciuta nemmeno a Slow Food e a Elena Fattori, anch’essa Senatrice, ma a cinque stelle. Infatti, Infascelli aveva in passato trovato spazio e ospitalità sia in convegni organizzati dalla Senatrice pentastellata, da sempre avversa agli ogm, sia presso l’associazione della Chiocciolina, anch’essa tutt’altro che innamorata del biotech. Soprattutto Slow Food avrebbe preso a riferimento Infascelli a più riprese, a quanto pare, fin dai tempi dell’affaire Gilles Séralini. Altra ricerca che finì sommersa dai fischi della Comunità scientifica internazionale. Se oggi quindi fischiassero loro le orecchie, andrebbe considerata cosa del tutto normale.

Fatto quindi salvo, come detto dianzi, che fino alla conclusione del caso si deve usare il condizionale, si deve però convenire che la prossima volta che qualche furbastro cercherà di zittire le controparti citando i frusti “conflitti d’interessi”, gli si potrà comunque rispondere che a volte vi possono essere conflitti ideologici, etici e magari pure psicologici, che sono molto, ma molto peggio di quelli economici.

 

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