Quando di Xylella parla chi sa

Intervista ad Alexander Purcell della Berkeley University e uno dei massimi esperti mondiali di Xylella. E no: non ha mai detto che è inutile abbattere gli olivi

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Oivicoltura specializzata: non è un mostro, è agricoltura

Quelli nella fotografia sono olivi sanissimi, catturati a Foggia. Ma basta scendere di un centinaio di chilometri e gli scenari cambiano, mostrando olivi affetti da Co.Di.RO, ovvero la sindrome cosiddetta del “complesso del disseccamento rapido degli olivi”.

Abbatterli o non abbatterli, questo il dilemma. Per lo meno, lo si è fatto diventare un dilemma, perché i massimi esperti mondiali di Xylella non hanno dubbi: se vedi Xylella, abbatti tutto ciò che potrebbe contenerla, sia esso sintomatico o meno. E fallo pure in fretta e in modo “generoso”, altrimenti il patogeno ti scavalca nel territorio e ti obbliga poi a inseguirlo moltiplicando gli abbattimenti futuri.

Non a caso, anche la Ue ha stabilito nel lontano 2000, con apposita Direttiva, che vanno abbattute sia le piante sintomatiche, sia quelle asintomatiche, prevedendo un raggio di contenimento pari a ben dieci chilometri. Questo perché la Xylella non deve muovere un solo passo da dove è stata trovata, sia che stia facendo ammalare le piante, sia che non lo stia facendo.

L’azione contro il patogeno, invece, si è arenata proprio su questo punto: non essendoci la sicurezza matematica che il Co.Di.RO sia causato proprio da Xylella, tutto, come ormai si sa, è stato bloccato dalla Procura di Lecce, la quale non solo ha impedito gli abbattimenti, ma ha anche iscritto nel registro degli indagati anche dieci membri della task force dedicata alla gestione dell’epidemia.

Nella querelle è stato poi tirato in ballo anche Alexander Purcell, della Berkeley University in California. Uno dei massimi esperti mondiali di Xylella e quindi anche uno dei relatori al workshop organizzato dall’Efsa nel novembre 2015. Dopo il convegno si diffuse in Italia la voce che Purcell avesse affermato che abbattere gli alberi fosse inutile.
Una voce funzionale alle posizioni di coloro che fin dal primo momento si erano opposti agli abbattimenti degli ulivi.
Una voce riportata su Videoandria.com, giornale online pugliese su cui compare la testimonianza di Rosa D’Amato, eurodeputata del Movimento 5 Stelle, la quale ha preso parte proprio al workshop dell’Efsa e si sarebbe quindi eletta a divulgatrice delle posizioni di Purcell stesso.
Una voce riecheggiata perfino nelle riprese della conferenza stampa della Procura di Lecce, per come viene riportata da un altro organo di stampa locale, ovvero TrNews.it. Un filmato in cui si può ascoltare una delle due procuratrici aggiunte affermare che gli abbattimenti non servirebbero a niente e che a supporto di tale tesi si sarebbe perfino espresso, ça va sans dire, proprio un grande esperto di Xylella, ovvero Alexander Purcell.

Una voce che ora si scopre che non è mai partita. Anzi, viene oggi seccamente smentita proprio dal medesimo Alexander Purcell, intervistato da Italia Unita per la Scienza, un’associazione di giovani (e meno giovani) appassionati di ricerca e, appunto, di Scienza.
Pur mantenendosi “politically correct” circa gli avvenimenti giudiziari italiani, il professore emerito di Berkeley riafferma nell’intervista l’assoluta necessità di abbattere le piante e di combattere il vettore, come pure che l’azione deve essere intrapresa a fronte della semplice presenza del patogeno.

A questo punto urge chiarirsi su alcuni punti: primo, perché l’europarlamentare pentastellata si è mai presa la briga di riportare affermazioni che oggi vengono smentite proprio dalla persona cui ella le avrebbe attribuite. Secondo, perché la Procura ha coltivato la convinzione che Purcell fosse d’accordo con la tesi dell’inutilità degli abbattimenti. Perché lo ha letto su VideoAndria? Oppure dove? E perché non ha verificato direttamente alla fonte, cioè presso il Professor Purcell, visto che l’azione stessa della Procura pare si sia sentita ancor più corroborata proprio da queste dichiarazioni oggi risultate mai rilasciate?

Sono domande cui è bene venga data presto risposta, visto che la primavera è ormai alle porte e i diseccamenti cominciano a manifestarsi anche in Provincia di Taranto, ad Avetrana.

E magari, sarebbe interessante conoscere le motivazioni per le quali un’europarlamentare diffonda affermazioni capaci di influenzare decisioni così importanti senza essere sicura di ciò che ha sentito. O forse lo era. Ma qui si dovrebbe fare un’analisi più attenta dell’atteggiamento che molti politici grillini hanno tenuto sul tema Xylella.
Sia come sia, in considerazione della smentita di Purcell, sarebbe ora necessario che la suddetta europarlamentare, oltre a chiarire, fornisse anche delle scuse: al Professor Purcell e a tutti coloro che in nome di quelle affermazioni – mai rilasciate – hanno continuato a coltivare l’idea di essere nel giusto, quando molto probabilmente è vero esattamente il contrario.

Come detto, la primavera batte ormai alle porte: la Xylella è lì, negli oliveti, sempre più pasciuta. Phylaenus anche, pronto a contagiare alberi su alberi, anche a distanza di chilometri grazie al trasporto passivo tramite mezzi, agricoli o meno.

Se qualcuno ha da fare qualche marcia indietro, quindi, che la faccia subito. O potrebbe pentirsene per sempre.

Addendum post-pubblicazione:

Poteva scusarsi per il malinteso. Oppure scegliere un opportunistico silenzio, per fare calare un pietoso velo sulla topica Purcell. Invece no. Lei, rilancia (Leggi l’articolo di NextQuotidiano). Parla di “giornalisti, opinionisti o sedicenti tali“, di “macchina del fango“. Di sedicente qui, semmai, c’è più che altro una portavoce che mistifica le parole di scienziati di fama mondiale, filtrandone i messaggi per renderli funzionali alle tesi farlocche che stanno sempre più contraddistinguendo un Movimento nato da uno spacciatore teatrale di bufale. Non solo vi state qualificando per quello che siete sull’affare Xylella, cara D’Amato, ma vi state confermando dei balenghi su tanti altri argomenti, come gli ogm, gli odiati pesticidi, oppure i vaccini. Perfino sulle scie chimiche e sulle sirene vi siete fatti prendere per i fondelli. Un esercito d’improvvisati presuntuosi che ha trovato alloggio nel ribollire di un’onda anomala più pericolosa del marciume stesso che si prefigge di abbattere. Altro che macchina del fango: in Puglia sono proprio nella merda. E in parte ci sono anche grazie alle pressioni mediatiche anti-abbattimento di cui soprattutto voi vi siete resi protagonisti all’urlo “Il popolo si sta svegliando!“. Di sedicenti giornalisti vi sono infatti quelli e quelle che hanno dato spazio a ogni bufala, a ogni falsità che permettesse loro di alimentare il loro personalissimo odio verso i soliti totem tanto cari ai dementi: ogm, pesticidi e complotti edilizi o energetici. Il tutto, seppellendo la verità dei fatti sotto una spessa coltre di disinformazione demagogica. Spero quindi che alla prossima tornata elettorale il M5S sappia filtrare meglio i candidati, anziché raccattare bizzarri soggetti in cerca di sistemazione, proponendo finalmente una classe politica con meno apriscatole in mano e più sale in zucca.

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