Quando la menzogna si tinge di Vegan

inganni-veganiSi moltiplicano su web le tabelle nutrizionali comparative (farlocche) fra vegetali e derivati animali. La trappola ai danni dei lettori sta nel modo ingannevole di esprimere i numeri, pratica nella quale gli Apostoli del Veganesimo sembrano brillare quanto a spregiudicatezza

Ogni balla, per sembrare credibile, deve pur poggiare su una qualche verità. Inventarsi dal nulla numeri falsi porta infatti poco lontano. Se invece si prendono dei numeri oggettivi e li si manipola in modo subdolo e malizioso si possono creare dati che una loro parvenza di obiettività par ben che la possiedano. Per lo meno agli occhi di un lettore poco preparato oppure già incline per sua disgrazia a credere a tutto ciò sia funzionale alla propria ideologia.

Fra le pratiche disinformative più battenti, negli ultimi anni si è distinta quella operata dai cosiddetti “Apostoli Vegan”, ovvero quelle avanguardie integraliste che non contente di aver rinunciato loro agli alimenti di origine animale devono a tutti i costi fare proseliti anche fra coloro che ad abbandonare uova, latte e bistecche non sembrino affatto interessati. Una crociata, la loro, da portare avanti con ogni mezzo, anche deformando consapevolmente la verità. Del resto, l’approccio vegano odora molto più di religione che di stile alimentare e come già fatto da altre religioni del passato non deve quindi stupire che anche il Credo vegano trovi lecita la menzogna quando finalizzata alla conversione dei “pagani”. Realizzato infatti che con il pietismo verso le bestie di “anime” riuscivano a convertirne poche, i talebani del Vegan hanno deciso di battere piste nuove.

La prima è quella del terrorismo, basata cioè sull’equazione carne/latte = tumori/malattie di ogni genere. La seconda mira invece a far credere alla gente che mangiando broccoletti, lattughe e zucchine si possa fare a meno degli alimenti di origine animale, perché i vegetali sarebbero già di per sé abbastanza ricchi di proteine e di elementi nutritivi essenziali. Del primo punto, il terrorismo pseudo-salutista, si parlerà in altra sede. Oggi si è infatti deciso di affrontare il secondo tema, ovvero l’alterazione sistematica delle informazioni in tema di alimenti e nutrizione. Perché i modi con i quali gli “Apostoli Vegan” cercano di gabbare gli ingenui sono diversi e tutti alquanto subdoli per impostazione e risultati.

L’obiettivo dichiarato di alcuni di loro è infatti quello di erodere la clientela dell’industria della carne fino a farla implodere per mancanza di mercato. Primo passo appare quindi quello di far credere alle persone che i prodotti di origine animale siano inutili dal punto di vista alimentare. Anzi, stando ai loro dati farlocchi, nei vegetali vi sarebbero ancor più nutrienti perfino fra quelli che da sempre i nutrizionisti dicono essere contenuti per via preferenziale in carni e formaggi. In altre parole, avete creduto che per mangiare proteine, ferro, calcio e alcune vitamine dovevate mangiare bistecche o Parmigiano? Falso! Per sostenere la vostra muscolatura e le vostre ossa dovete mangiare radicchio trevisano e spinaci… Praticamente, il loro approccio equivale a sostenere che se si butta un oggetto dalla finestra lo si dovrà andare a raccogliere sul tetto anziché sul marciapiede, perché la forza di gravità per certe teste pare essere solo un’opinione. Un non senso scientifico che urla vendetta, soprattutto quando a cadere vittime di tali menzogne siano adolescenti del tutto impreparati a gestire le false informazioni che vengono loro propinate.

 

Acqua si, acqua no

Un primo metodo, alquanto rozzo, di storpiare i dati è quello di giocare con l’acqua. E non si parla di fare gavettoni, bensì di considerare o meno i contenuti di acqua dei cibi. Come si potrà osservare nell’immagine sotto riportata e catturata nel web, parrebbe che il Regno Vegetale sia talmente ricco di proteine da surclassare quello animale. Nella realtà, le percentuali stratosferiche di proteine in broccoletti, spinaci & Co sono state calcolate sul residuo secco, non sul prodotto fresco. I valori di carne, pollo e uova, invece, sono calcolati proprio sul fresco, quindi sono inclusivi dell’acqua. Sapendo che i vegetali hanno un contenuto di acqua che spazia fra l’85 e il 90%, ragionare furbescamente sul residuo secco significa moltiplicare per otto o per dieci i contenuti percentuali reali. Ma ecco che, come per magia, se si restituisce l’acqua ai vegetali riportati nell’immagine i contenuti di proteine calano di quasi un ordine di grandezza (numeri in rosso), posizionandosi in media circa otto volte sotto il contenuto proteico della carne, come volevasi dimostrare. Peccato che il navigatore medio poco sappia di biologia, né tanto meno di nutrizione. Figuriamoci se è in grado di capire l’inganno insito nella sottrazione dell’acqua dai vegetali, mossa alquanto bieca e volgare con la quale le avanguardie più spregiudicate del Mondo Vegan cercano di irretire i lettori più sempliciotti.

(l’articolo prosegue sotto l’immagine)

 falsificazione-proteine-vegetali

 

Quando le calorie contano

Un modo ben più scaltro per ingannare i lettori è quello di giocare con le unità di misura prescelte per esprimere un contenuto nutrizionale. Di solito si adottano percentuali riferite a 100 grammi di alimento fresco. È cioè corretto dire che per 100 grammi di carne fresca vi sono circa 25 grammi di proteine (vedi immagine sopra) mentre nei broccoli di proteine ve ne sarebbe poco più di un decimo. Visto che il trucchetto della sottrazione dell’acqua può essere facilmente smascherato, gli “Apostoli Vegan” hanno studiato un altro modo per coglionare la gente, ovvero quello di esprimere i dati per 100 Kcal, ovvero, i contenuti dei cibi vengono espressi in ragione di ogni cento calorie che essi ci danno. Ovvio che un vegetale, notoriamente ricco di acqua e fibre, non caloriche, sia favorito in tale confronto: prima di arrivare a 100 Kcal se ne deve infatti mangiare molto di più di quanto si abbia bisogno di fare in caso nel piatto ci si trovi una succulenta bistecca. Questa è infatti più ricca di proteine e di grassi, come pure ha meno acqua, perciò ne basta poca per farci raggiungere le fatidiche 100 Kcal. Se si confrontano quindi i valori riferendoli alle calorie, i vegetali vengono vergognosamente favoriti quanto a sali minerali, vitamine e perfino proteine! Ovviamente, questo giochino i crociati vegani se ne guardano bene dall’esercitarlo con alimenti vegetali particolarmente calorici, come per esempio i fagioli o i cereali. I cannellini apportano 337 calorie ogni 100 grammi di prodotto, cioè più del doppio della carne, a fronte di un contenuto proteico di poco superiore. Se si dovesse parametrare il contenuto di proteine in base alle calorie introdotte, i fagioli cannellini apporterebbero meno della metà delle proteine della carne. Non è quindi per caso se tale confronto non viene effetuato. Il riso integrale da parte sua ha circa 370 Kcal per 100 grammi di prodotto, ovvero 2,35 volte la carne. Si capirà bene che i suoi otto grammi scarsi di proteine sparirebbero nel nulla se il confronto con la carne si basasse sulle famigerate 100 Kcal usate furbescamente per le verdure.

La tabella riportata di seguito è un classico esempio di quanto sopra esposto. Il confronto fra broccoli e controfiletto di manzo risulta impietoso a prima vista. Anche perché sono stati riportati solo i dati a favore dei primi a scapito del secondo. Ma la verità dov’è?

Scorrete fin sotto all’immagine e la scoprirete….

 

confronto-broccoli-controfiletto

 

In realtà, riportando il confronto sul ben più serio piano dei contenuti per 100 grammi di prodotto fresco, le cose stanno in modo molto diverso.

Un etto di controfiletto genera 157 Kcal contro solo 34 di un etto di broccoli freschi, ovvero fornisce energia all’organismo 4,6 volte in più del termine di comparazione vegetale. Va da sé, quindi, che ricorrere al trucchetto delle calorie dà un vantaggio ai broccoli di quasi cinque volte sulla carne. Solo che pochi sono in grado di capire dove stia l’inganno. Nei fatti, la carne in questione apporta 20,64 grammi di proteine contro solo 2,82 dei broccoli (7,3 volte di più). Le proteine da sole però non bastano per esprimere il valore nutrizionale superiore della carne. Bisogna andare infatti a vedere che tipo di aminoacidi vengono apportati con la dieta, perché solo alcuni fra questi sono davvero essenziali dal momento che l’organismo umano non è in grado di sintetizzarli e deve quindi assumerli con la dieta. Si parla di fenilalanina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina. Questi sono presenti nella carne in media 8,5 volte in più rispetto ai broccoli. Di metionina, addirittura, ve ne è 14,2 volte di più. Oltre alla schiacciante “vittoria” della carne quanto ad aminoacidi essenziali, anche altri aminoacidi di primaria importanza sono presenti in maggior concentrazione nel controfiletto in questione. Arginina, cisteina e tirosina sono fondamentali per esempio nelle prime fasi dello sviluppo fisico, cioè nei bambini. La prima è presente in percentuali sette volte superiori che nei broccoli, la seconda 9,5 e la terza 13,2. Detta in altri termini, se si deve rifornire di aminoacidi i propri bambini sarà bene dar loro un controfiletto. Magari con contorno di broccoli, ma per ben altri motivi delle proteine.

Pure di grassi la carne in oggetto appare più ricca, possedendone 7,68 grammi. E non si pensi che ciò sia un male, anzi. L’organismo ha bisogno anche di grassi. In modo contenuto, è vero, ma ne ha bisogno, esattamente come di qualsiasi altro nutriente. In più, i lipidi contengono nove Kcal per grammo contro le sole quattro di carboidrati e proteine. Quindi sono una riserva di energia maggiore. In un Mondo Occidentale super benestante, in perenne lotta col sovrappeso, questo può apparire uno svantaggio, ma in Natura non lo è affatto. Il grasso è una fonte basilare di calorie nel Mondo animale e, guarda caso, anche l’Uomo appartiene al Regno animale. Quindi, di grassi è bene che ne mangi, con moderazione, ma che ne mangi. Se poi pratica anche dello sport è meglio.

Nei grassi sono accumulate peraltro alcune vitamine liposolubili, come per esempio la vitamina A, contenuta nella carne in ragione di 12,7 IU contro lo 0,1 circa dei broccoli. Ma indipendentemente dalla solubilità delle vitamine, il profilo vitaminico dei due cibi appare alquanto complementare, visto che la carne mostra cinque volte tanto i contenuti di colina (Vit J) e un µgrammo di Vit. B12, completamente assente nel Mondo vegetale. Schiacciante il numero relativo alla vitamina B3, la niacina, contenuta nella carne in ragione di 5,5 mg contro 0,57 dei broccoli. Non male nemmeno i valori relativi alla piridossina (Vit B6), ove la carne “batte” i broccoli 0,57 mg contro 0,175. Cioè più di tre volte tanto. A favore dei broccoli troviamo invece la vitamica C (89 mg a zero), la E (0,78 mg contro 0,31), la K (102 contro 1,2) e i folati (63 µg contro 11). In altre parole, i due cibi si mostrano altamente complementari e quindi ideali all’assunzione in contemporanea. Del resto, il “secondo” è bene sia sempre accompagnato da un “contorno”…

Analogo discorso può essere infine effettuato circa i sali minerali. I vegetali, si sa, ne contengono di più. Ma quali e quanti? Di calcio i broccoli ne contengono circa il doppio della carne, come pure il manganese è quasi assente nel controfiletto ed è presente nei broccoli. E il resto? Il fosforo è contenuto nella carne in ragione del triplo rispetto ai broccoli. Lo zinco è nove volte tanto, esattamente come il selenio. Sostanziale parità invece per potassio e magnesio. Il ferro invece è più del doppio nella carne e in più è contenuto in forma “eme”, cioè quella assimilabile dal nostro intestino. Il ferro inorganico contenuto nei broccoli non solo è inferiore per quantità, ma anche per assimilabilità. Ci si ricordi di questa differenza fra concetti (ingestione e assimilazione) ogni volta che si vedranno pubblicare tabelle incentrate sui contenuti di elementi nei cibi. Perché anche i vegetali con molto più ferro teorico rispetto alla carne in realtà ne apportano molto meno, con buona pace dei fans di Braccio di Ferro.

 

In conclusione…

Ora il lettore non ha più alibi. Dopo aver letto quanto sopra, se continua a cliccare “mi piace” o a condividere sui social immagini come quelle di cui sopra, i casi sono due: o è un taddeo senza speranza, oppure è uno dei famigerati “Apostoli Vegan” che tanto ammorbano il web con le loro falsità. In entrambi i casi, quanto da me scritto ha valenza nulla: non c’è infatti peggior sordo di chi non voglia proprio sentire. Si spera invece che le menzogne appena smascherate servano a coloro i quali sono nella terra di mezzo, ovvero quella in cui si è incuriositi dallo stile Vegan ma non si è ancora sicuri di volerci entrare. Se proprio volete diventare vegani, liberissimi. Dal raggiungimento dell’età della ragione (e della maturità fisica) ognuno è padrone di fare di se stesso ciò che vuole, quindi la scelta Vegan appare legittima e rispettabile. Ma che almeno vi siano chiare le motivazioni reali e la vostra scelta sia pertanto consapevole e informata. Perché cambiare stili di vita e alimentari a seguito di un inganno non è cosa auspicabile per alcuno.

Men che meno per i bambini o per gli animali domestici che, purtroppo per loro, non possono scegliere ciò che genitori e proprietari mettono nei piatti.

Disclaimer: nessun commento è ammesso. La spiegazione qui

Dati analitici confronto carne/broccoli: http://www.valori-alimenti.com/confronto.php?alimento=2675

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